mercoledì 14 aprile 2010

Musica. No, anzi: droga. No, era meglio musica… (VI)

Dopo il mito di mia madre passiamo al mito riconosciuto universalmente come tale, uno tra i più grandi chitarristi della storia, se non il più grande. Il re degli assoli. Lui. Jimi Hendrix -boato del pubblico-.
Questa è la sua Purple Haze, canzone che parla della marijuana (Haze è una varietà di cannabis) cantata durante il festival di Woodstock del 1969. Non vi nascondo che avrei voluto esserci e non solo per Jimi: c’erano molti dei cantanti che adoro e riverisco ora (ad un festival di 40 anni fa, se fossi una normale adolescente mi farei un paio di domandine ma non posso nemmeno nascondervi che non sono una normale ragazzina…), è stato uno degli eventi musicali e culturali più importanti del ‘900 e da l’idea di essere stato molto divertente… Ma purtroppo sono nata solo un quarto di secolo dopo! Ma ascoltiamo ora in religioso silenzio –al massimo vi concedo di scatenarvi fingendo di suonare una chitarra, stile air band, non di più!- la sua performance:

martedì 13 aprile 2010

Musica. No, anzi: droga. No, era meglio musica… (V)

Dopo Johnny Cash e la sua Cocaine Blues passiamo a Neil Young. Sono stata cresciuta da mia madre nel culto di Neil Young, quindi questa canzone la dovevo proprio mettere nella lista… Il brano è tratto dall’album Harvest e si tratta di Needle and the damage done (letteralmente: “ago e il danno fatto”) dove ancora una volta viene trattato il tema dell’eroina. Qui però l’autore non parla della propria dipendenza ma di quella di persone a lui vicine che non sono riuscite ad uscirne e che sono morte di overdose.

Cambiato il layout

Ho cambiato il layout (l’aspetto) del blog, che ne pensate? Sinceramente quello di prima mi metteva una tristezza… Ma voglio sapere il vostro parere!

Musica. No, anzi: droga. No, era meglio musica… (IV)

Continuiamo con le drug-songs (qui l’ultima puntata). Torniamo ancora sulla cocaina con Cocaine Blues cantata da Johnny Cash. Torniamo indietro nel tempo con questa canzone… è la versione che Johnny Cash canta ai carcerati di Folsom nella famosa esibizione, lo si capisce perché invece di dire “San Quentin pen” canta “Folsom pen”. Il brano racconta di un uomo che ha sparato alla sua donna sotto l’effetto della cocaina e dell’whiskey e che per questo finisce in galera.

lunedì 12 aprile 2010

La legge del telecomando

Finalmente abbiamo la tv (è una lunga storia…) e si è ripristinata un’antica legge che a lungo è stata dimenticata: la legge del più forte, detta anche legge del telecomando. Potrei spiegarvi a parole di cosa si tratta ma io credo che questa striscia di Peanut sia più chiara e certamente più divertente.

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Ovviamente io, per quanto impegno ci metta, non riesco mai ad ottenere il potere decisionale…
(cliccando sull’immagine la vedete a dimensioni originali)

Musica. No, anzi: droga. No, era meglio musica… (III)

Continuando la carrellata di drug-songs (qui la prima e qui la seconda puntata) passiamo dalla cocaina all’eroina. Si parla di musica, lo ripeto un’altra volta. Che non vi facciate idee sbagliate! La canzone di oggi sarà Heroin dei Velvet Underground. Ad essere sincera non conosco molto i Velvet se non per i brani più famosi… Parlando di eroina mi viene in mente il libro Trainspotting dove il protagonista era giustappunto eroinomane, l’avete mai letto o visto il film? Ma scommetto che preferiate ascoltare Lou Reed piuttosto che i miei sproloqui, quindi enjoy!

sabato 10 aprile 2010

Musica. No, anzi: droga. No, era meglio musica… (II)

Come promesso nel post di ieri eccomi qui a pubblicare il video di Eric Clapton che canta la sua versione di Cocaine. Solitamente mi piace essere fedele all’originale e assai di rado ammetto di preferire una cover, ma è a questa che sono maggiormente legata perché è stata la prima versione che ho ascoltato e conosciuto ed è stata una delle prime canzoni di Eric Clapton che abbia sentito.
Vi confesso che nella mia innocenza di fanciulla in tenera età (non so perché stia parlando così, ogni tanto si affaccia nel mio modo di parlare il poeta ottocentesco che dovevo essere in un’altra vita… mah!) credevo che la canzone parlasse del pittore Gauguin… vedi un po’ tu come sto messa! Ma ora lascio la parola ad Eric:

Hasta pronto, Lola.

venerdì 9 aprile 2010

Musica. No, anzi: droga. No, era meglio musica…

Avrete forse intuito che amo la musica. Ascolto un po’ tutta la buona musica, soprattutto il rock, e ho notato che la maggior parte dei cantanti che ascolto sono morti una ventina d’anni fa di overdose, soffocati dal loro stesso vomito o assassinati. Già.. carino, eh? Altro filo conduttore, eccetto la morte violenta, è la droga. Sì, spesso erano strafatti mentre suonavano sul palco, ma mi riferisco alla droga come argomento dei loro brani… voi leggete mai i testi delle canzoni? Io sì e mi è capitato molto spesso di essere convinta che una canzone parlasse, per esempio, d’amore e invece tratta della vita in tournee (Stay – Jackson Browne). Non è che sia rimasta delusa, solo che ero sicura che trattasse di un tema romantico, poi leggo il testo e vengo smentita tanto clamorosamente! Così ho preso l’abitudine di leggermi bene i testi e cercare di capire di che si parla prima di dire cavolate… Oggi una mia compagna mi chiedeva perché sapevo tanto di inglese mentre lei non riusciva a memorizzare i termini, ed ecco il mio segreto: anni ed anni spesi a  cercare di capire di cosa parlano le canzoni che ascolto! Ma tornando un passettino indietro… di che stavo parlando? Giusto, della droga. No no, con calma! Delle canzoni che parlano di droga, non di droga in sé. Ora, io sto scrivendo quindi posso rivedere quello che dico ma di solito –come voi, immagino- parlo. Curioso, vero? E quando parlo non posso rivederlo e correggerlo e tagliarlo e controllarlo e sembro realmente sotto l’effetto di una qualche droga pesante, ma giuro che non ne faccio uso. Giurin giurello!
Apro digressioni su digressioni, è un mio difetto: non si capisce dove voglio andare a parare! Adesso fingete che io non sia pazza e non abbia fatto un monologo come quello qui sopra e ricapitoliamo: mi piace la musica e spesso nella musica si parla di droga, quindi… perché non raccogliere le canzoni con questo tema che mi piacciono di più e riproporvele qui sul blog? Mi rendo conto che come argomento è particolare ma ribadisco che è una scelta dovuta alla quantità di materiale che mi sono ritrovata. E per materiale intendo musica, tranquilli.

Comincerei con un’eloquente Cocaine, di J. J. Cale. Che è quella originale, quella di Eric Clapton è una cover. Cover che posterò più avanti.

See ya soon, guys! Lola

giovedì 8 aprile 2010

Quàtte rìche

Me sò decìs’a scrìve quàtte rìche.
Percè sò ffàtte passà tanda tìimbe?
Eh!…pe fforze, ce iàalde t’àgghi-a dìsce?
Tutte quànde t’avònne ditt’e scritte
Le mègghie pausì, la chiù bbèlla rìme.

Ma, afforze uè, ca iì, t’àgghi-a scrìve,
Dedecà com’a ll’àlde, quàtte rìche…
Tenève da tanda tìimbe cusse prìsce,
Percè tu me sì ffatte nnamerà
Cusse poste adavère bbèll’assà.

Nate, cressciùte, vìveche, fatìgghe,
Me sènghe de dìrte ca te sò ffìgghie.
Pe cchèsse mò, de cchù me sò decìse,
Dedecàrte cu core quàtte rìche.

Mègghie, iùn’asselùte, pe scrìve
GGiùste ggiùste u tìdue a sta pausì:
BBare, sì ttu u-amòre mì!

Gigi De Santis

Che c’entra ora questa poesia? Ma soprattutto: che diavolo dice?
Stanno arrivando le giornate assolate, le tipiche giornate estive, se non fosse per le temperature un attimino più basse, e con l’estate arrivano le vacanze che per me significano Bari! Sì, la poesia è in barese, non è ostrogoto stretto anche se la somiglianza è molta… Per coloro che non masticano, giustamente, il dialetto barese ecco una traduzione:

Mi sono deciso a scrivere quattro righe.
Perché ho fatto passare tanto tempo?
Eh!… per forza, che altro ti devo dire?
Tutti quanti ti hanno detto e scritto
Le migliori poesie, le più belle rime.

Ma, per forza vuoi, che io, ti debba scrivere,
Dedicare come gli altri, quattro righe…
Avevo da tanto tempo questo desiderio,
Perché tu mi hai fatto innamorare
Questo posto è bello assai.

Nato, cresciuto, vivo, lavoro,
Mi sento di dirti che ti sono figlio
Per questo ora, di più mi sono deciso,
Dedicarti col cuore quattro righe.

Meglio, una sola, per scrivere
Giusto giusto il titolo a questa poesia:
Bari, sei tu il mio amore!

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venerdì 2 aprile 2010

If you want to sing out, sing out.

In questi giorni sto rimettendo ordine tra i miei megabyte di musica virtuale. In genere una cosa virtuale, quindi –viene da sé- non materialmente esistente, non può essere disordinata ma, credetemi sulla parola, se ci sono di mezzo io il disordine può esserci dappertutto! Spulciando i brani uno ad uno e scegliendo cosa tenere e cosa scartare mi sto godendo più che altro un po’ di buona musica e vorrei riproporvi questo brano. La canzone si intitola If you want to sing out, sing out ed è cantata dal Sommo, dal Magnifico, dall’Inimitabile Cat Stevens. No, non ho un’adorazione per lui… Il pezzo è anche colonna sonora del film Harold e Maude di cui vi parlavo anche in questo altro post. Il brano è praticamente un inno alla libertà: libertà di fare, di cambiare, di prendere strade diverse ma anche libertà di non fare tutte queste cose ma semplicemente di godersi la vita così com’è.

Ed ecco qui sotto, per i temerari che vogliono rovinare i timpani a qualcun altro cantando a squarciagola, il testo della canzone:

Well, if you want to sing out, sing out
And if you want to be free, be free
'Cause there's a million things to be
You know that there are
And if you want to live high, live high
And if you want to live low, live low
'Cause there's a million ways to go
You know that there are
[Chorus:]
You can do what you want
The opportunity's on
And if you can find a new way
You can do it today
You can make it all true
And you can make it undo
you see ah ah ah
its easy ah ah ah
You only need to know
Well if you want to say yes, say yes
And if you want to say no, say no
'Cause there's a million ways to go
You know that there are
And if you want to be me, be me
And if you want to be you, be you
'Cause there's a million things to do
You know that there are
[Chorus]
Well, if you want to sing out, sing out
And if you want to be free, be free
'Cause there's a million things to be
You know that there are
You know that there are
You know that there are
You know that there are
You know that there are